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Informazioni sulla lingua tedesca.

 

 

Perché studiare il tedesco? Come studiare  Pensare in tedesco! Storia della lingua tedesca Dove si parla il tedesco?

 

 

 

Il tedesco è la lingua del commercio e dell'industria

I dati ufficiali confermano che il 28% di tutto il commercio estero italiano si svolge con paesi di lingua tedesca. La sola Repubblica Federale tedesca è con il 20% il partner economico principale dell'Italia e in molte regioni e province italiane, specialmente al Nord, questa percentuale è molto più alta. Inoltre circa 300 ditte tedesche hanno filiali in Italia quanto le ditte italiane in Germania. La Repubblica Federale non è soltanto il primo esportatore verso l'Italia, ma anche il primo importatore di merci italiane. A questo va aggiunto che numerose Società richiedono personale con conoscenza della lingua tedesca e offrono interessanti possibilità di impiego

 

Il tedesco è la lingua del turismo

Fra i turisti stranieri che vengono in Italia e si fermano più o meno a lungo in Italia, quelli di lingua tedesca sono al primo posto in assoluto: essi costituiscono il 55% dell'intero flusso turistico. Si può inoltre osservare che anche il turismo italiano verso la Germania e gli altri paesi di lingua tedesca (l'Austria e la Svizzera) va assumendo un ruolo ed una importanza sempre più rilevante. Chi saprà parlare il tedesco, dunque, avrà sicuramente maggiori possibilità di trovare un'occupazione interessante nell'ambito di questo settore.
 

 

Il tedesco è la lingua della scienza

Oggi come in passato il tedesco è una delle lingue fondamentali per gli studi e le ricerche universitarie e per tutte le attività tecniche e scientifiche. É inoltre particolarmente apprezzata nelle scienze naturali e in quelle umanistiche e sociali. Un dato significativo a questo proposito: il 28% di tutti i libri stampati nel mondo sono scritti in tedesco. Conoscere il tedesco è quindi vantaggioso anche per chi compie studi universitari: potrà più agevolmente cogliere le opportunità di studio all'estero che l'Europa unita offrirà nei prossimi anni.

 

 

Il tedesco è la lingua della cultura

Goethe, Kant, Nietzsche, Freud, Einstein e Fassbinder sono solo alcuni dei nomi tedeschi che fanno parte della cultura mondiale. Ancora oggi i paesi di lingua tedesca sono parte essenziale, spesso protagonisti, della cultura europea e mondiale. Così lo studio della lingua e della letteratura tedesca apre le porte su un mondo affascinante e ricco di tradizioni. La sempre maggiore apertura alle telecomunicazioni renderà inoltre più facili e più saldi gli scambi culturali, per gli italiani in particolare la conoscenza di questa lingua straniera consentirà di conoscere, capire ed apprezzare la letteratura, il teatro, la cinematografia, la musica e l'arte dei vicini paesi di lingua tedesca.

 

 

 

 

Come studiare

Studiare da autodidatta?

Se abitate in un paese della provincia dove non c'è nessuna scuola di lingue nei raggi di 50 chilometri, se non c'è nessuna persona che vi può fare da insegnante privato/a, allora la scelta è necessariamente di studiare come autodidatta. Costa molto meno, ma ci vuole una motivazione di ferro, tener duro da soli per tanto tempo (ci vogliono almeno due anni per imparare le basi del tedesco e per arrivare a un livello almeno medio). non è facile. È difficile, ma è possibile. Se volete saperne di più vi consiglio di leggere l'intervento:

Ma se non avete problemi che vi impongono questa scelta e se nella vostra città / nella vostra provincia c'è una scuola di lingue o una persona che vi può fare da insegnante, è preferibile fare delle lezioni private o di gruppo.

 

 

Lezioni individuali o di gruppo?

Dipende. Lezioni di gruppo sono meno costosi e più divertenti. Si conoscono altri con gli stessi problemi e ci si stimola a vicenda. Si impara anche dagli errori degli altri. Importante che il gruppo non sia troppo piccolo e non troppo grande. Un gruppo ideale è tra 8 e 10 persone. Lo svantaggio è che l'insegnante non può occuparsi più di tanto dei problemi dello singolo studente. E se avete problemi di orari che non vi permettono di seguire orari regolari le lezioni individuali / private possono essere l'unica soluzione. All'inizio consiglierei comunque lezioni di gruppo. Se siete già a un livelli più avanzato e dovete per esempio imparare un linguaggio specifico (giuridico, medico, tedesco commerciale), allora lezioni individuali possono essere la scelta migliore.

 

 

È meglio un insegnante di madrelingua?

Certamente e in ogni caso un insegnante di madrelingua! - Sbagliato!! Forse la mia risposta vi sorprenderà: insegno il tedesco da vent'anni e di colleghi bravi e meno bravi ne ho visto di tutti i colori, in molte scuole diverse. L'ideale è senz'altro una persona di madrelingua che sappia insegnare bene e che è, anche a livello personale, simpatico e coinvolgente. Ma ci sono degli insegnanti di madrelingua ai quali preferisco un bravo insegnanti di madrelingua italiana (è sottointeso che questi italiani devono sapere il tedesco perfettamente, o almeno quasi!). Ho conosciuto molti insegnanti italiani che sono proprio da evitare, ma un insegnante italiano, anche se non ha la pronuncia perfetta, può essere lo stesso un ottimo insegnante di tedesco! E al contrario: un tedesco con la pronuncia perfetta può essere anche un pessimo insegnante! Allora: scegliete bene, un corso dura parecchi mesi, l'insegnante giusto è molto importante.

 

 

Consigli utili

 

 

E dopo la lezione?

Quando la lezione di tedesco è finita, o quella da autodidatta, quella individuale o quella di gruppo, comincia una fase molto importante per lo studio della lingua, forse addirittura una fase decisiva. Molti la sottovalutano - e falliscono nello studio! Dopo la lezione lo studio deve continuare. Molti consigli utili per organizzare i vostri studi nel modo migliore trovate negli altri interventi di questa guida.

 

 

 

 

Pensare in tedesco - impossibile!

 

Come si fa a pensare in un'altra lingua, specialmente quando si è ancora un principiante? Questa è la solita reazione a una proposta del genere.
Invece si può, ed è anche divertente. Leggete qui come si può fare.

 

Tutto il giorno pensiamo. Dal primo pensiero alla mattina: "Uffa, già le 7..." fino all'ultimo di sera: "Che giornata...". Chiaramente pensiamo nella nostra madrelingua, ma di solito i nostri pensieri non sono delle frasi complete, spesso non sono nemmeno legati alla lingua, bensì sono delle associazioni, dei frammenti, immagini, ricordi, sensazioni. E la maggior parte dei pensieri è spontaneo, non voluta e non controllata. Quando si sa benissimo un'altra lingua succede delle volte, senza volerlo, che la parte linguistica di questi pensieri avviene nella lingua straniera, ma quando si è ancora agli inizi con gli studi è quasi impossibile che si pensi spontaneamente nell'altra lingua.
Il metodo che vi sto proponendo per imparare a pensare in tedesco, l'ho provato anch'io - naturalmente con la lingua italiana. Funziona, è utilissimo, divertente e efficace! Allora, ecco alcuni esercizi, anzi è meglio chiamarli giochi!

Gioco n°1: gli oggetti intorno a noi

Siamo sempre circondati con un sacco di oggetti: a casa, al lavoro, alla scuola, all'università. Cerchiamo di ricordarci come si chiamano questi oggetti in tedesco e pronunciamo mentalmente queste parole! Guardiamoci intorno, elenchiamo più cose possibili, ricordiamo i loro articoli e le loro forme del plurale. Se non ci ricordiamo qualche articolo o qualche plurale, controlliamo la prossima volta che abbiamo un dizionario con noi.

Gioco n°2: che cosa stiamo facendo?

Stiamo continuamente facendo qualcosa: scriviamo, guardiamo la TV, telefoniamo, andiamo al lavoro, apriamo una porta, parliamo con un collega, prendiamo un café, mangiamo, siamo seduti sul divano, leggiamo un giornale, stiamo facendo la spese ecc. Allora, facciamo delle semplici frasi, descrivendo - mentalmente - queste attività. Se le frasi ci sembrano troppo semplici, le facciamo più complicati, cerchiamo di introdurre - sempre mentalmente - delle frasi secondarie, frasi relative, usiamo il passato prossimo per "dire" (pensando) cosa abbiamo fatto ieri ecc. Faremo moltissimi errori, ma non importa, la prossima volta che abbiamo davanti un dizionario o una grammatica controlleremo. L'importante è: esercitarsi mentalmente.

Gioco n°3: chi è questo?

Pensiamo a una persone che conosciamo. Descriviamola - mentalmente! Come si chiama, quanti anni ha, cosa indossa, che carattere ha, che lavoro fa ecc. Oppure inventiamoci dei personaggi: quell'uomo al bar accanto a noi, chi potrebbe essere, come si chiama, quanti anni ha, che lavoro fa ecc. Quella donna al banco del formaggio, è sposata, ha dei figli, lavora o fa la casalinga?

Gioco n°4: i numeri

Su quella targa automobilistica, come sono i numeri in tedesco? I numeri di telefono delle persone che conosco, come sono in tedesco? Quel numero civico, quel numero di pagina... Siamo immersi nei numeri, basta scoprirli e pensarli in tedesco.

Gioco n°5, 6, 7, 8 ...

Altri giochi di questo tipo possiamo inventarci continuamente. Ogni tanto ripetiamo un gioco già fatto l'altro giorno per vedere se ci ricordiamo più cose, per vedere se riusciamo a dire (pensare) più cose. Siate creativi, gli esempi in questa pagina hanno solo lo scopo di stimolare la vostra fantasia. Sono sicuro che ognuno riuscirà ad inventarsi altri giochi utili e divertenti!

 

Se fate spesso e regolarmente questi giochi, vi accorgerete che, prima o poi, le parole, le frasi, le descrizioni, i numeri vi vengono spontaneamente - in tedesco!
E allora potrete dire: ho imparato a pensare in tedesco!

 

 


 

 

 

Storia della lingua tedesca

Il tedesco che si parla oggi non è quello che si parlava 500 o 1000 anni fa. È il risultato di molteplici mutamenti e influenze subite da altre lingue. Ripercorrere questo sviluppo è molto utile per capire meglio il tedesco di oggi.

Il tedesco appartiene alle lingue germaniche, che è una sottofamiglia delle lingue indoeuropee. Le lingue germaniche sono soprattutto quelle scandinave, l'inglese, il nederlandese e il tedesco. Il tedesco di oggi si è formato in un lungo processo dal medioevo fino ai nostri giorni.
E lo sviluppo della lingua non è certamente finito qui: ogni lingua, anche il tedesco, è in continuo movimento. Il tedesco fra due-trecento anni non sarà più quello di oggi, cambia il vocabolario, ma cambiano anche delle strutture grammaticali!


Ecco una breve storia della lingua tedesca dall'epoca di Carlo Magno fino ad oggi.

I primi testi della lingua che oggi chiamiamo "Althochdeutsch" (vecchio alto-tedesco, periodo tra il 750 e il 1050) sono, per un tedesco medio di oggi, assolutamente incomprensibile, sembrano dei testi di un'altra lingua.
Tutto iniziò con Carlo Magno.
Per accelerare la cristianizzazione dei popoli germanici Carlo Magno incaricò monaci e saggi a creare dei testi in un linguaggio comprensibile in tutte le parti del suo grande impero. I popoli germanici parlavano delle lingue e dei dialetti che avevano la loro origine nella lingua indoeuropea dalla quale provengono molte lingue dell'Europa di oggi. Il clero dell'epoca parlava e scriveva invece in latino che il popolo non capiva.
La nuova lingua "Althochdeutsch" che si stava sviluppando in questo modo fino alla fine dell'undicesimo secolo era una lingua fortemente artificiale, usata solo in ambiti religiosi che conteneva molti elementi dei dialetti meridionali della Germania mescolati con espressioni derivati dal latino. Non esistevano ancora regole grammaticali ortografiche e la struttura sintattica della frase era libera. Inoltre non c'erano ancora gli articoli e i pronomi personali (in cambio era più articolato il sistema delle declinazioni: influsso del latino) e i tempi usati erano solo due: il presente e il passato ("Präsens" e "Präteritum").

Che bello sarebbe per gli studenti di oggi se il tedesco fosse rimasto così: si scriveva senza troppe regole! Ma scherzi a parte, proprio questa mancanza di norme vincolanti doveva rendere la lettura molto faticosa. Il lessico era ancora poco sviluppata e non permetteva molte sfumature espressive. Le crescenti esigenze culturali della corte necessitavano invece lo sviluppo di una lingua più articolata e differenziata.


Nei 300 anni, dal 1050 al 1350, la lingua attraversa una fase che oggi chiamiamo "Mittelhochdeutsch" (medio alto-tedesco). È l'epoca dei cavalieri e della nobiltà feudale. Il centro della vita culturale sono le corti dove si sviluppa una letteratura con un linguaggio che rispecchia sempre meno gli influssi latini, ma in modo crescente quelli francesi.
I poeti più importanti dell'epoca che contribuiscono a rendere la lingua tedesca più articolata e sofisticata sono Hartmann von Aue, Gottfried von Straßburg, Wolfram von Eschenbach e Walter von der Vogelweide. Sono loro che segnalano l'inizio della letteratura tedesca. Ma anche nei documenti amministrativi, giuridici e medici troviamo sempre più spesso il tedesco al posto del latino.

Per quanto riguarda il lessico troviamo molte nuove forme dell'infinito in "ieren" (parieren, parlieren, hausieren). Più avanti si sviluppano gli concetti astratti usando le desinenze "heit", "keit", "nis" e "ung". Appare il nuovo suono "sch" che si sviluppa dal più antico "sk" e si usano in modo crescente articoli e pronomi, le declinazioni invece si indeboliscono. La struttura della frase diventa più complessa, nella letteratura dell'epoca si usano sempre di più i tempi composti (Perfekt, Plusquamperfekt), appare la forma passiva e il futuro. Dall'altra parte non esisteva ancora nessuna regola per l'ortografia, i scrittori non si preoccupavano minimamente di questo aspetto. Poteva benissimo capitare di trovare in un testo varie forme ortografiche della stessa parola.

I progressi rispetto al più arcaico "Althochdeutsch" (vecchio alto-tedesco) sono notevoli, nonostante ciò anche il medio alto-tedesco è ancora molto lontano dal tedesco moderno, leggere testi del Duecento o del Trecento senza un dizionario è praticamente impossibile per uno che non è uno studioso dell'epoca.
Nonostante la sua crescente diffusione il "Mittelhochdeutsch" rimaneva comunque una lingua di pochi colti con poche influenze sulla lingua parlata dal popolo - anche perché il 95% della popolazione non sapeva ne leggere ne scrivere. Solo lentamente si avvicinano il linguaggio del popolo e quello dei colti.

Nei secoli precedenti erano soprattutto l'ambiente della corte e della chiesa a formare la lingua tedesca, ora è la borghesia nelle città l'artefice principale della crescente diffusione di un linguaggio sempre più unificato. La rapida diffusione della nuova tecnologia della stampa con lettere mobili inventata intorno al 1450 da Gutenberg, la crescente diffusione della capacità di leggere e scrivere, l'aumento dei documenti commerciali scritti, la fondazione delle prime università e in particolare la traduzione della Bibbia per opra di Martino Lutero fanno sì che il tedesco si diffonda sempre di più rispetto al latino e anche rispetto ai resti dei dialetti più antichi germanici.

Si comincia a scrivere i sostantivi con le lettere maiuscole, e la posizione diversa del verbo in frasi principali e frasi subordinate diventa una norma. Dopo il 1650 si rafforzano le tendenze verso una unificazione, le molte differenze e varianti nel lessico, nell'ortografia e nella grammatica diventano sempre meno e fino alla fine del '700 la versione del tedesco centro-orientale si impone sugli altri dialetti. In quei secoli tutti gli aspetti della lingua scritta sono soggetti a continue modifiche, si cerca di raffinare e migliorare la capacità espressiva della lingua tedesca.
L'influsso del francese si rafforza, i numerosi piccoli stati nel territorio tedesco vedono quasi tutti nella Francia aristocratica il modello della vita nobile, una grande quantità di parole francesi entrano nel tedesco e molte sono rimaste fino ad oggi. Anche gli inizi dei periodici, i primi giornali e riviste, hanno un ruolo non da sottovalutare nella formazione di una lingua sempre più unificata in sempre più parti della Germania.
Ma ancora Goethe scriveva in fondo come voleva. Anche in una stessa lettera l'ortografia poteva cambiare, non esistevano regole vincolanti. Tra quelli che sapevano scrivere c'erano ancora molte differenze, la lingua scritta quotidiana era ancora molto influenzata dai dialetti. La moglie di Goethe, Cristiane Vulpius, scriveva p.e. spesso in dialetto ed era ritenuto del tutto normale. La definita fissazione delle regole della grammatica, dell'ortografia e anche della pronuncia è opera del '800 e del '900.

Nell'800, e più precisamente con la corrente letteraria del Romanticismo nasce un forte interesse per la storia della lingua tedesca. Sono innanzitutto due scienziati, i fratelli Grimm che si occupano di questo nuovo campo della ricerca. Essi sono noti al grande pubblico soprattutto per le loro raccolte di fiabe e favole tedesche, ma la loro importanza per la nascente scienza della "Germanistica" va molto oltre: tra il 1819 e il 1844 Jakob Grimm pubblicò quattro volumi della "Deutsche Grammatik" che analizza la storia della lingua a partire dalle lingue indoeuropee e dal 1854 Jakob e Wilhelm cominciano a pubblicare il "Deutsches Wörterbuch" - il primo dizionario della lingua tedesca con cui cercano di porre le basi sistematiche e scientifiche per lo studio della lingua tedesca.
La fondazione del Reich, cioè del primo stato unitario della Germania nel 1871, rafforzò tutte le tendenze ad unificare e standardizzare la lingua tedesca: un importante passo in questa direzione era l'introduzione dell'obbligo scolastico in tutto il territorio del nuovo stato nel 1871. Due altre opere vanno nominate in questo contesto: il "Vollständiges Orthographisches Wörterbuch" di Konrad Duden nel 1880 che da allora è chiamato semplicemente "Il Duden" e che rappresenta fino ad oggi lo standard della lingua tedesca (vedi a proposito: Il "Duden" - lo standard della lingua tedesca) e il libro di Theodor Sieb "Deutsche Bühnenaussprache" del 1898 che cercò per la prima volta di stabilire delle regole valide in tutto il paese per le pronuncia del tedesco.

Il ventesimo secolo vide soprattutto una crescente importanza della lingua inglese con l'entrata di numerose parole di origine straniera nel linguaggio comune, un enorme aumento del vocabolario della lingua in generale, soprattutto la nascita e la crescita di molti linguaggi tecnici e particolari dovuta allo sviluppo delle delle scienze e della tecnica. Ci sono state due riforme dell'ortografia, la prima nel 1901 e la seconda nel 1996-1998. Come anche in Italia, la televisione ha avuto e ha tutt'ora una grande influenza sulla nascita o la morte di nuove parole e nuovi linguaggi. Ma non solo nell'ortografia, anche nella grammatica si registrano dei cambiamenti - ma se rimangono o se si rivelano solo delle mode, questo si saprà solo nel futuro. Comunque, la lingua è un organismo vivente e quindi è in continuo cambiamento - ed è bene così.

 


 

Dove si parla la lingua tedesca

L'Alto Adige (la provincia di Bolzano)

 

Superficie: 7.400 km2
Popolazione:
454.000
Bolzano (capoluogo):
96.900 abitanti

Le lingue ufficiali dell'Alto Adige:

Persone di madrelingua tedesca: 68 %
Persone di madrelingua italiana:
28 %
Persone di madrelingua ladina: 4 %

Regione (13.607 km2, 922.209 abitanti; 339 comuni) dell'Italia settentrionale, confinante a nord con l'Austria e a nord-ovest con la Svizzera e delimitata dalla Lombardia a sud-ovest e dal Veneto a est e sud-est. Capoluogo regionale è Trento. Amministrativamente è divisa nelle due province di Trento e di Bolzano . In base alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 5, costituisce una regione autonoma a statuto speciale. Il suo nome è formato da quello del territorio legato storicamente all'antica città di Trento, il Trentino, e da quello di Alto Adige, accolto dopo la Prima guerra mondia le in sostituzione della voce tedesca, geograficamente e storicamente impropria, di Südtirol (= Tirolo meridionale). Sino alla fine della Seconda guerra mondiale la regione si chiamò ufficialmente Venezia Tridentina, termine introdotto verso la fine del secolo scorso da Graziadio Ascoli per designare la porzione nord-occidentale delle Venezie.

GEOGRAFIA FISICA

Geologia. Il territorio della regione, che è la più settentrionale fra quelle italiane, si estende sul versante meridionale dell'arco alpino, appoggiandosi allo spartiacque principale della catena, ed è interamente montuoso. Predominano le formazioni di rocce metamorfiche (scisti, micascisti, gneiss) nel settore settentrionale della regione lungo un ampio arco, che si stende dal gruppo dell'Ortles-Cevedale lungo le Alpi Venoste, Breonie e Aurine fino alle Vedrette di Ries. Immediatamente più a sud, in un vasto settore compreso tra la Conca di Merano e il Passo Rolle, si stende la piattaforma porfirica atesina che presenta una morfologia piuttosto dolce, in netto contrasto con l'asperità di forme della regione a rocce metamorfiche. Se si escludono poi il gruppo dei Monzoni e i massicci dell'Adamello-Presanella e della Cima d'Asta, l'intero settore meridionale della regione è interessato da formazioni rocciose sedimentarie risalenti al Mesozoico e al Cenozoico , in prevalenza dolomie e calcari; si innalzano qui alcuni dei più noti gruppi dolomitici, quali la Marmolada, il Catinaccio e il Gruppo di Brenta, dalle forme fantastiche con altissime pareti a picco emergenti d'improvviso da dolci ondulazioni boscose.

Morfologia. Dal punto di vista morfologico, la regione comprende la sezione alpina del bacino dell'Adige, l'intero bacino del Sarca, che tributa al Lago di Garda, e i bacini superiori del Chiese e del Brenta, il primo affluente dell'Oglio, il secondo tributario direttamente del Mar Adriatico. Il fiume di gran lunga più importante è dunque l'Adige, che nasce presso il Passo di Resia, percorre la longitudinale Val Venosta fino a Merano, dove piega a sud-est; a Bolzano riceve da sinistra l'Isarco, che gli convoglia anche le acque della Rienza (Val Pusteria), e percorre con direzione sud-ovest un lungo e profondo solco v allivo trasversale all'orientamento della catena alpina, ricevendo da destra il Noce (valli di Sole e di Non) e da sinistra l'Avisio (valli di Fassa, di Fiemme e di Cembra); il solco vallivo a sud di Trento prende il nome di Val Lagarina. Appartiene alla regione l'estremità settentrionale del Lago di Garda; degli altri laghi, quasi tutti piccoli e d'origine glaciale o morenica, i principali o più noti sono quelli di Molveno, di Ledro, di Levico, di Caldonazzo, di Braies, di Carezza, di Tovel e quello di sbarramento artificiale di Santa Giustina. I ghiacciai più estesi si trovano sui versanti dell'Adamello-Presanella, dell'Ortles-Cevedale, delle Alpi Venoste, delle Alpi Aurine e, nella regione dolomitica, sulla Marmolada.

 

Lago di Carezza

Clima. Il di verso orientamento vallivo e le differenze di altitudine e di esposizione danno luogo a condizioni climatiche assai varie. Nell'area del Garda e in alcune conche più riparate, come quella di Merano, si hanno regimi termici submediterranei, mentre nelle zone più elevate le condizioni termiche sono quelle tipiche della media e dell'alta montagna con inverni freddi e nevosi, estati fresche e ventilate e rilevanti escursioni termiche giornaliere. Le precipitazioni variano molto da zona a zona; sono più copi ose sui rilievi più elevati dei settori meridionali e sud-occidentali, più esposti all'afflusso degli umidi venti, che giungono dalla pianura, e diminuiscono in misura vistosa nelle più ampie conche dell'interno e nelle valli più larghe.

GEOGRAFIA UMANA

Per densità demografica, il Trentino-Alto Adige è la regione meno popolata d'Italia dopo la Valle d'Aosta e la Basilicata; ma la popolazione è in aumento grazie al saldo positivo del movimento naturale, assai superiore al flusso emigratorio. Estremamente ineguale è la distribuzione della popolazione, che si raccoglie in grande prevalenza nei fondovalle più ampi, dove più sviluppate sono le attività agricole più redditizie. Il fenomeno dello spopolamento montano inte ressa un po' tutta la regione ed è rallentato solo in quei comuni nei quali accanto alle tradizionali attività si è sviluppato il turismo.

Statuto. Nell'ordinamento regionale italiano è una regione autonoma a statuto speciale: ai vari gruppi linguistici che in essa convivono sono riconosciuti la parità dei diritti e la salvaguardia delle caratteristiche etniche e culturali. Avuto riguardo alla particolarità dei rapporti fra la comunità di lingua tedesca e quella di lingua italiana, è stato approvato nel 1972, all'interno dello stesso statuto speciale per la regione, un trattamento particolare per le due province di Trento e Bolzano, che hanno acquistato la potestà di emanare norme legislative e di regolare la propria amministrazione, nel rispetto però dei principi costituzionali e di quelli dell'ordinamento giuridico dello Stato, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica. Ogni provincia ha un commissario incaricato che, assieme ad altre mansioni, assolve anche il compito del mantenimento dell'ordine pubblico. Nella rappresentanza vale il principio della proporzionalità rispetto alla consistenza dei gruppi linguistici. Per tutta la regione è istituito un tribunale di giustizia amministrativa con una sezione autonoma per la Provincia di Bolzano; uguali diritti linguistici gode il ladino. L'uso della sola lingua italiana è limitato agli ordinamenti di tipo militare.

GEOGRAFIA ECONOMICA

Agricoltura e allevamento. Nel settore agricolo è da distinguere nettamente un'attività di sussistenza (cereali, patate, foraggi), prevalente nelle aree più elevate e più povere, dalle colture specializzate a reddito elevato: nella Valle dell'Adige e nelle conche di Bolzano e di Merano è diffusa la vite, che dà prodotti assai apprezzati; nella Valle di Non si producono cospicue quantità di mele e pere, in larga misura destinate all'esportazione. Fiorenti sono l'allevamento bovino, per la vastità di ottimi pas coli di media e alta montagna, e lo sfruttamento delle risorse forestali, che dà vita a un'affermata industria del legno, con una notevole produzione annua di legname.

Industria e turismo. L'ingente disponibilità di energia idroelettri ca ha favorito l'espansione dell'industria, che annovera ora numerose imprese operanti in prevalenza nei settori siderurgico, metallurgico, meccanico, chimico, cartario, alimentare, del legno e dei materiali da costruzione. Molto attivo è il commercio, g razie anche alla posizione della regione, a contatto con l'Austria, e all'importantissima direttrice dei traffici ferroviari e autostradali, che l'attraversa da nord a sud mettendo in comunicazione diretta l'Europa centrale con la Padania. Nel quadro del l'economia regionale una posizione di particolare importanza ha infine il turismo, che ha i suoi poli di maggior attrazione in alcuni centri storico-artistici, quali Trento, Bressanone e Merano, ma specialmente nelle numerose e ben attrezzate stazioni di soggiorno estivo e di sport invernali, quali Vipiteno, Brunico, Dobbiaco, San Candido, Ortisei, Selva di Val Gardena, Corvara in Badia, Canazei, Vigo di Fassa, Moena, Predazzo, Cavalese, San Martino di Castrozza, Fiera di Primiero, Madonna di Campiglio , Folgaria e Lavarone, nonché nei centri lacuali di Riva del Garda e Torbole. Se i settori trainanti del Trentino-Alto Adige restano industria e turismo, va però considerato che la struttura per settori registra l'assoluta prevalenza dei servizi.

 

 

 

La Svizzera

Superficie: 41.3900 km2 - Italia: 301.200 km2
Popolazione: 7.088.000 - Italia: 57.634.000
Densità della popolazione: 172 abit./km2 - Italia: 192 abit./km2
Berna (capitale della Svizzera): 124.000 abitanti - Roma: 2.653.000 abitanti

Le lingue ufficiali della Svizzera:

Persone di madrelingua tedesca: 63,7 %
Persone di madrelingua francese: 19,2 %
Persone di madrelingua italiana: 7,6 %
Persone di madrelingua ladina: 0,6 %

Stato dell'Europa centro-meridionale. Superficie: 41.284 km 2 . Popolazione: 7.164.444 abitanti. Capitale: Berna . Lingue: nazionali il tedesco (63,6%), il francese (19,2%), l'italiano (7,6%), il ladino o romancio (0,6%). Religione: protestanti (40%), cattolici (46,2%). Unità monetaria: franco svizzero. Confini: è situata fra la Germania a nord, l'Austria, il Liechtenstein a est, l'Italia a est e a sud, la Francia a ovest. Ordinamento: Repubblica federale divisa in 26 Stati (che corrispondono ai cantoni omonimi, a eccezione degli Stati di Basilea Città e Basilea Campagna che formano il Cantone di Basilea; Ausser-Rhoden e Inner-Rhoden che costituiscono il Cantone di Appenzell; Obwalden e Nidwalden che formano il Cantone di Unterwalden, dando in tal modo luogo alla ripartizione tradizionale in 23 cantoni), ciascuno dotato di assemblea (Gran Consiglio) e governo (Consiglio di Stato) propri. Il potere legislativo è esercitato dall'Assemblea Federale formata di due camere: il Consiglio Nazionale (200 membri eletti per 4 anni a suffragio diretto) e il Consiglio degli Stati (46 membri, 2 per ogni cantone). L'Assemblea Federale elegge il Consiglio Federale, composto di 7 membri (in carica per 4 anni), responsabili dell'attività amministrativa e di governo; fra di essi viene scelto ogni anno il presidente della Confederazione.

 

Il lago dei Quattro Cantoni. Situato nella Svizzera centrale, il lago si articola in quattro bracci principali (i laghi di Lucerna, Küssnacht, Alpnach e Uri) che bagnano ognuno un cantone diverso. È una frequentata meta turistica.

 

 

 

L'Austria

Superficie:83.858 km 2   - Italia: 301.200 km2
Popolazione:
8.107.000 - Italia: 57.634.000
Lingua: tedesco

Repubblica federale (Republik Österreich) dell'Europa centrale. Superficie: 83.858 km 2 . Popolazione: 8.107.000 abitanti. Capitale: Vienna . Lingua: tedesco. Religione: cattolica (75,1%) e protestante (5,4). Unità monetaria: euro. Confini: confina con la Repubblica Ceca a nord, con la Germania a nord-ovest, con la Svizzera e il Liechtenstein a ovest, con l'Italia e la Slovenia a sud, con l'Ungheria e la Repubblica Slovacca a est. Ordinamento: l'Austria è composta da nove Stati federati ( Bundesländer). Il potere legislativo spetta al Parlamento, formato dal Consiglio Nazionale (Nationalrat) e dal Consiglio Federale (Bundesrat ). Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei ministri, presieduto dal cancelliere; capo dello Stato è il presidente della Repubblica, eletto ogni sei anni a suffragio universale diretto. Con il referendum del giugno 1994 la popolazione ha accettato l'ingresso dell'Austria nell'Unione Europea (dal 1° gennaio 1995).

La capitale, Vienna, metropoli adatta alla misura dell'impero passato ma oggi chiaramente macroscopica, accogliendo circa 1/4 dell'intera popolazione, anche se fondamentale è la sua funzione economica nel contesto dell'Austria, ospitando numerose industrie ed essendo il vertice delle comunicazioni ferroviarie e stradali, che si raccordano qui con le linee per l'Europa orientale e balcanica. Su Vienna verte inoltre tutta l'organizzazione territoriale del Paese, che ha le sue linee di popola mento lungo le valli maggiori: quella dell'Inn, dove si trova Innsbruck, nodo delle comunicazioni transalpine; quella del fiume Salzach, che ha il suo vertice in Salisburgo; quella della Drava, in cui è Graz; ma l'area più popolosa è la valle danubiana, che ospita, oltre alla capitale, Linz e numerosi centri.